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Per pazienti con diabete mellito di tipo 2, Xelevia è indicato:
- per migliorare il controllo glicemico quando dieta ed esercizio fisico da soli non forniscono un controllo adeguato della glicemia e quando la metformina non è appropriata per controindicazioni o intolleranza.
- per migliorare il controllo glicemico in associazione con metformina quando dieta ed esercizio fisico più metformina da sola non forniscono un controllo adeguato della glicemia.
- per migliorare il controllo glicemico in associazione con una sulfonilurea quando dieta ed esercizio fisico più la dose massima tollerata di una sulfonilurea da sola non forniscono un controllo adeguato della glicemia e quando la metformina non è appropriata per controindicazioni o intolleranza.
- per migliorare il controllo glicemico in associazione con una sulfonilurea e metformina quando dieta ed esercizio fisico più la duplice terapia con questi farmaci non forniscono un controllo adeguato della glicemia.
Per pazienti con diabete mellito di tipo 2 nei quali è appropriato l'uso di un agonista PPARγ (cioè un tiazolidinedione), Xelevia è indicato:
- in associazione con l'agonista PPARγ quando dieta ed esercizio fisico più l'agonista PPARγ da solo non forniscono un controllo adeguato della glicemia.
- in associazione con l'agonista PPARγ e metformina quando dieta ed esercizio fisico più la duplice terapia con questi farmaci non forniscono un controllo adeguato della glicemia
- Benlysta 400 mg polvere per concentrato per soluzione per infusione.
- Benlysta 120 mg polvere per concentrato per soluzione per infusione
- Qutenza 179 mg cerotto cutaneo
- Onglyza 2,5 mg compresse rivestite con film
- Mycamine 50 mg polvere per soluzione per infusione
- Vistide 75 mg/ml concentrato per soluzione per infusione
- CANCIDAS 50 mg polvere per concentrato per soluzione per infusione
- ECALTA 100 mg polvere e solvente per concentrato per soluzione per infusione
- Cubicin 350 mg polvere per soluzione iniettabile o per infusione
- Altargo 1% unguento
- Protopic 0,03% unguento
- Xarelto 20 mg compresse rivestite con film
- Xarelto 15 mg compresse rivestite con film
- Xarelto 10 mg compresse rivestite con film
- MEPACT 4 mg polvere per sospensione per infusione
- FABLYN
- Testogel
- Nebido
- Levitra
- Xelevia 25 mg compresse rivestite con film
- Karvezide 150 mg/12,5 mg compresse
- Lysodren compresse da 500 mg
- GONAL-f 75 UI polvere e solvente per soluzione iniettabile.
- Ultratard 40 UI/ml.
- Fabrazyme 35 mg, polvere per concentrato per soluzione per infusione.
- Fareston 60 mg compresse
- Filgrastim HEXAL 30 MU/0,5 ml soluzione iniettabile o per infusione in siringa preriempita
- Focetria sospensione iniettabile in siringa preriempita
- Efficib 50 mg/850mg compresse rivestite con film
- Xenical 120 mg capsule rigide
- ZOSTAVAX Polvere e solvente per sospensione iniettabile
- Cayston 75 mg polvere e solvente per soluzione per nebulizzatore
- CellCept 250 mg capsule.
- Glivec 50 mg capsule rigide
- Gardasil, sospensione iniettabile.
- Luminity 150 microlitri/ml soluzione per dispersione per preparazione iniettabile o per infusione
- Ketek 400 mg compresse rivestite con film.
- Kinzalkomb 40 mg/12,5 mg compresse
- Kivexa 600 mg/300 mg compresse rivestite con film
- Dafiro 5 mg/80 mg compresse rivestite con film
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Ogni compressa contiene sitagliptin fosfato monoidrato, equivalente a sitagliptin 25 mg.
Compressa rivestita con film (compressa) Compressa rivestita con film rosa, rotonda, con "221" su un lato.
Per pazienti con diabete mellito di tipo 2, Xelevia è indicato:
- per migliorare il controllo glicemico quando dieta ed esercizio fisico da soli non forniscono un controllo adeguato della glicemia e quando la metformina non è appropriata per controindicazioni o intolleranza.
- per migliorare il controllo glicemico in associazione con metformina quando dieta ed esercizio fisico più metformina da sola non forniscono un controllo adeguato della glicemia.
- per migliorare il controllo glicemico in associazione con una sulfonilurea quando dieta ed esercizio fisico più la dose massima tollerata di una sulfonilurea da sola non forniscono un controllo adeguato della glicemia e quando la metformina non è appropriata per controindicazioni o intolleranza.
- per migliorare il controllo glicemico in associazione con una sulfonilurea e metformina quando dieta ed esercizio fisico più la duplice terapia con questi farmaci non forniscono un controllo adeguato della glicemia.
Per pazienti con diabete mellito di tipo 2 nei quali è appropriato l'uso di un agonista PPARγ (cioè un tiazolidinedione), Xelevia è indicato:
- in associazione con l'agonista PPARγ quando dieta ed esercizio fisico più l'agonista PPARγ da solo non forniscono un controllo adeguato della glicemia.
- in associazione con l'agonista PPARγ e metformina quando dieta ed esercizio fisico più la duplice terapia con questi farmaci non forniscono un controllo adeguato della glicemia
Il dosaggio di Xelevia è di 100 mg in monosomministrazione giornaliera. Quando sitagliptin è usato in associazione con metformina e/o un agonista PPARγ, il. dosaggio di metformina e/o dell'agonista PPARγ deve essere mantenuto e sitagliptin deve essere somministrato in concomitanza.
Quando Xelevia è usato in associazione con una sulfonilurea, può essere preso in considerazione un dosaggio più basso della sulfonilurea per ridurre il rischio di ipoglicemia.
Se viene dimenticata una dose di Xelevia, questa deve essere assunta appena il paziente se ne ricorda. Non si deve assumere una dose doppia nello stesso giorno.
Xelevia può essere assunto indipendentemente dai pasti.
Pazienti con insufficienza renale
Per i pazienti con insufficienza renale lieve (clearance della creatinina [CrCl] ≥50 ml/min, non è richiesto aggiustamento di dosaggio per Xelevia.
L'esperienza negli studi clinici con Xelevia in pazienti con insufficienza renale moderata o grave è limitata. L'uso di Xelevia non è pertanto raccomandato in questa popolazione di pazienti.
Pazienti con insufficienza epatica
Non è necessario aggiustamento di dosaggio per i pazienti con insufficienza epatica da lieve a moderata. Xelevia non è stato studiato in pazienti con insufficienza epatica grave.
Anziani
Non è necessario alcun aggiustamento di dosaggio in base all'età. Sono disponibili dati di sicurezza limitati in pazienti di età ≥75 anni e in questi casi si deve agire con cautela.
Popolazione pediatrica
L'uso di Xelevia in bambini di età inferiore a 18 anni non è raccomandato in quanto non vi sono dati di sicurezza e di efficacia.
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
Generalità
Xelevia non deve essere usato in pazienti con diabete di tipo I o per il trattamento della chetoacidosi diabetica.
Ipoglicemia quando usato in associazione con altri farmaci anti-iperglicemici
Negli studi clinici di Xelevia in monoterapia o come parte di terapia di associazione con farmaci non noti per causare ipoglicemia (ad es. metformina e/o un agonista PPARγ), l'incidenza di ipoglicemia riportata con sitagliptin è stata simile all' incidenza nei pazienti che assumevano placebo. Quando
sitagliptin è stato aggiunto ad una sulfonilurea, l'inidenza di ipoglicemia è stata superiore a quella con il placebo. Pertanto, per ridurre il rischio di ipoglicemia, può essere presa in considerazione una dose più bassa di sulfonilurea. L'uso di sitagliptin in associazione con insulina non è stato studiato adegatamente.
Insufficienza renale
Poiché l'esperienza è limitata, i pazienti con insufficienza renale da moderata a grave non devono essere trattati con Xelevia.
Reazioni di ipersensibilità
Nelle segnalazioni post-marketing sono state riportate reazioni gravi di ipersensibilità in pazienti trattati con Xelevia. Queste reazioni includono anafilassi, angioedema, e patologie esfoliative della cute inclusa la sindrome di Stevens-Johnson. L'insorgenza di queste reazioni si è verificata entro 3 mesi dopo l'inizio del trattamento con Xelevia con alcune segnalazioni avvenute dopo la prima dose.
In caso di sospetta reazione di ipersensibilità, interrompere il trattamento con Xelevia, indagare sulle altre possibili cause dell'evento, e istituire un trattamento alternativo per il diabete.
Effetti di altri medicinali su sitagliptin
I dati clinici descritti di seguito suggeriscono che il rischio di interazioni clinicamente significative con medicinali in somministrazione concomitante è limitato.
Metformina: la somministrazione concomitante di dosaggi multipli di metformina 1.000 mg con sitagliptin 50 mg 2 volte al giorno non ha alterato significativamente la farmacocinetica di sitagliptin in pazienti con diabete di tipo 2.
Ciclosporina: è stato eseguito uno studio per valutare l'effetto di ciclosporina, un potente inibitore della p-glicoproteina, sulla farmacocinetica di sitagliptin. La somministrazione concomitante di una singola dose orale di sitagliptin 100 mg e di una singola dose orale di ciclosporina 600 mg ha
aumentato la AUC e la Cmax di sitagliptin di circa 29 e 68 %, rispettivamente. Queste variazioni della farmacocinetica non sono state considerate clinicamente rilevanti. La clearance renale di sitagliptin non è stata alterata in misura rilevante. Non sono attese pertanto interazioni rilevanti con
altri inibitori della p-glicoproteina.
Studi in vitro hanno indicato che l'enzima primario responsabile per il limitato metabolismo di sitagliptin è il CYP3A4 con un contributo del CYP2C8.
In pazienti con funzione renale normale il metabolismo, incluso quello del CYP3A4, ha un ruolo limitato nella clearance di sitagliptin. Il metabolismo potrebbe avere un ruolo più significativo per l'eliminazione di sitagliptin nel contesto di insufficienza renale grave o di ESRD. Per questa ragione è
possibile che potenti inibitori del CYP3A4 (es. chetoconazolo, itraconazolo, ritonavir, claritromicina) possano alterare la farmacocinetica di sitagliptin in pazienti con insufficienza renale grave o ESRD.
Gli effetti dei potenti inibitori del CYP3A4 in un quadro di insufficienza renale non sono stati accertati in uno studio clinico.
Studi di trasporto in vitro hanno mostrato che sitagliptin è un substrato per p-glicoproteina e OAT3. Il trasporto di sitagliptin mediato da OAT3 è stato inibito in vitro dal probenecid sebbene il rischio di interazioni clinicamente rilevanti venga considerato limitato. La somministrazione concomitante di
OAT3 inibitori non è stata valutata in vivo.
Effetti di sitagliptin su altri medicinali
Dati in vitro suggeriscono che sitagliptin non inibisce e non induce gli isoenzimi del CYP450. Negli studi clinici sitagliptin non ha alterato significativamente la farmacocinetica di metformina, gliburide, simvastatina, rosiglitazone, warfarin, o contraccettivi orali, fornendo evidenza in vivo di una bassa propensione a causare interazioni con i substrati di CYP3A4, CYP2C8, CYP2C9, e con il trasportatore di cationi organici (OCT).
Sitagliptin ha avuto un effetto limitato sulle concentrazioni plasmatiche di digossina, e potrebbe essere un lieve inibitore di p-glicoproteina in vivo.
Digossina: Sitagliptin ha avuto un effetto limitato sulle concentrazioni plasmatiche della digossina.
Dopo la somministrazione di 0,25 mg digossina in concomitanza con 100 mg al giorno di Xelevia per 10 giorni, l'AUC plasmatico della digossina è aumentato in media di 11 %, e la Cmax plasmatica è aumentata in media del 18 %. Non sono raccomandati aggiustamenti di dosaggio di digossina . La tossicità per digossina deve essere tuttavia monitorata nei pazienti a rischio di tossicità per digossina quando sitagliptin e digossina vengono somministrati in concomitanza.
Durante gli studi clinici controllati in individui sani, dosaggi singoli di sitagliptin fino ad 800 mg sono stati generalmente ben tollerati. In uno studio sono stati osservati aumenti minimi del QTc, non considerati clinicamente rilevanti con una dose di sitagliptin di 800 mg. Non vi è esperienza con
dosaggi superiori a 800 mg nell'uomo. In studi di Fase I a dosaggio multiplo, con dosaggi di sitagliptin fino a 600 mg al giorno per periodi fino a 10 giorni e 400 mg al giorno per periodi fino a 28 giorni non sono state osservate reazioni avverse correlate con il dosaggio.
In caso di sovradosaggio, è ragionevole fare uso delle comuni misure di supporto, per es.: rimuovere il materiale non assorbito dal tratto gastrointestinale, fare uso di monitoraggio clinico (incluso un tracciato ECG), e istituire terapia di supporto qualora richiesto.
La dializzabilità di sitagliptin è modesta. Negli studi clinici, circa il 13,5% della dose è stata rimossa nel corso di una sessione di emodialisi di 3-4 ore. Si può prendere in considerazione un'emodialisi prolungata se ritenuto appropriato dal punto di vista clinico. La dializzabilità di sitagliptin con dialisi peritoneale non è nota.
Merck Sharp & Dohme Ltd.
19 March 2010






















